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Lourdes


Mensile dell'OFTAL

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Preghiera e riflessioni nei giorni del Coronavirus
foto news
domenica 22 marzo 2020

Carissimi amici dell’Oftal, buona domenica! 

Vi saluto di cuore e vi invito alla preghiera. 

Vi lascio questo testo, ma ciascuno di voi può comporre il proprio...

Il Cuore del Padre è in ascolto e ci accoglie con gioia per donarci forza e serenità.

Il vostro parroco



SIGNORE RIDONACI IL TUO RESPIRO

Il Respiro vitale delle origini del mondo
e il Respiro santo delle origini della Chiesa.
Signore,
permettici di essere espliciti e concreti:
ferma l’epidemia;
guarisci i malati;
sostieni tutti gli operatori sanitari che stanno donando la loro vita,

illumina l’intelligenza degli scienziati perché producano presto una cura efficace;
benedici gli sforzi buoni delle autorità civili;
riaccendi il gusto e la responsabilità della vita sociale;
restituisci unità e verità alla tua Chiesa;
ridona a tutti la gioia di vivere questa esistenza fragile su questo pianeta fragile;
sappiamo che ci hai fatto per il cielo e ci aspetti in cielo: fa’ che ci giungiamo con un bagaglio di maggiore fiducia e minore angoscia.
Accogli presso di te tutte le vittime di questa epidemia; 

oggi hanno già scontato il loro purgatorio.
Sei Mistero. Sei Dio. Sei Amore.
Aggiusta tu tutte le considerazioni sbagliate ed esaudisci tutte le domande che corrispondono al tuo disegno di salvezza.
Fa’ che ti possiamo sempre volere bene,

e insegnaci a volerci bene. Amen.                                     Don Gabriele C.



Il Vangelo di questa domenica in versi

 “Cecità”  

[Il Cieco nato- Gv 9,1-39] ________________________________________________________


Un fatto singolare e molto strano ti voglio questa volta raccontare. Ero al mercato a vendere ciabatte presso la porta che qui chiaman “Bella”. C’era quel cieco, si quel che c’è sempre, che mai ha visto. Nemmeno mamma sua. 

 

A un certo punto si forma una gran folla, gente che osanna, che grida e si dimena. Era quel Rabbi, quel Gesù discusso che andava al Tempio con il suo codazzo. Si, proprio quello che dicon che risani storpi, zoppi, malati e peccatori… 

 

Io non ci credo, ma vedessi il cieco! si è messo a urlare di aver pietà di lui, e gli altri intorno “Zitto! cosa gridi ?!” Ma tanto ha fatto che infin l’hanno sentito. 

 

Certo si aspettava esser guarito, di colpo, come tanti han millantato. Ma il Rabbi, mica scemo, gli ha spalmato del fango sopra gli occhi e lo ha mandato a Siloe per lavarsi. Quante volte, ho visto questo cieco alla piscina, la testa china con gli occhi dentro l’acqua! Mai gli ha giovato! Ma lui, oh!,ci ha creduto!! 

 

Un’ora dopo, intorno a mezzogiorno, col Rabbi ben nascosto chissà dove, ritorna il cieco, e dice che ci vede!  Figurati il mercato, a questo fatto. 

 

Chi si stupiva, chi pensava a truffa, a una manovra tutta architettata. “Di certo non sei lui”, “Ma sono io!” Ma quando mai si apron gli occhi a un cieco? Infin, sono comparsi i Farisei che han convocato del cieco i genitori. 

 

Tempo sprecato. Si è capito solo che c’era stata non chiara guarigione. 

“Dà lode a Dio che ascolta le preghiere! e non fidarti più dei peccatori”, 

 

questa è stata la dotta conclusione dei Grandi e dei Sapienti. Ma domando, senza che spetti a me di giudicare, di certo il fatto stesso è assai inaudito, e un peccatore può far vece di Dio? 

 

Del cieco ciò che è stato non lo so; mi han detto che col Rabbi si è aggregato. Ma è stato vero? O ci han venduto fumo? Certo i giudei paura han che si creda! 

 

Perché? Sarebbe così bello pei poveri avere una speranza! Vedremo. Se davvero il Rabbi è il Cristo, sacerdoti e giudei sono avvisati che il tempo dei banchetti volge a fine. 

 

Date premesse, sospetto un brutto tiro che in serbo abbian per lui. Ma se li gioca, quasi, quasi, mi unisco ai galilei. Se no… vabbé, non muore mica il mondo, e di ciabatte ne ho tante da smerciare….                                                                                                            

                                                                                                    

 Marco Righi



RIFLESSIONE

Quarta domenica di Quaresima – “Il cieco nato” (Giovanni 9,1-38)


Rabbì, chi ha peccato: “Nessuno ha peccato, né lui né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio ... Finchè sono nel mondo sono la LUCE del mondo”.

Penso che capiti anche a voi, in questi giorni tristi e tremendi del coronavirus, di leggere la Parola e soprattutto i salmi, ritrovando un ‘luce’ nuova, riscoprendo che davvero Dio ci parla e che questo tempo di fatica, di clausura e di angoscia sta diventando un vero ‘tempo propizio’.

Infatti in quante persone, oggi, c’è una domanda simile a quella dei discepoli di Gesù! E’ una domanda lecita nella quale ci si chiede: “C’entra anche Dio in questa tragedia collettiva e globale?” 

Gesù non dà una risposta precisa ai discepoli, ma come sempre, indica una strada, invita ad un percorso di fede, del quale il Cieco è l’interprete.

In questi nostri giorni, seguendo la Parola di Dio, noi possiamo trovare la strada della salvezza, la strada della LUCE...possiamo incontrare Cristo Luce del mondo. Certo, come il Cieco dobbiamo imparare di nuovo a vedere, camminando con pazienza e coraggio per arrivare dal buio alla luce; dobbiamo ritornare a Dio riscoprendo di essere Figli di questo Padre che non ci abbandona, anzi, che ci ha inviato il Figlio Gesù per salvarci, per aiutarci a comprendere il senso della nostra vita, del nostro rapporto con gli altri e con la storia.

Il tempo del Coronavirus sia il tempo per RITORNARE A DIO, per convertirci e tornare a vivere nella LUCE, a vivere da figli e fratelli tra di noi. 

Oggi Gesù ci sta incontrando, e a tanti di noi nel dolore e nella sofferenza della malattia chiede: “Tu credi nel figlio dell’uomo?” Ovvero: “Tu sei disposto a fondare su di me tutta la tua vita?”

 

Ecco l’impegno per me e per voi...continuare a credere, a sperare contro ogni speranza, a pregare senza stancarci e con insistenza; ma anche a fare di questa situazione UNA STORIA DI CONVERSIONE, UNA STORIA DI LUCE, UNA STORIA DI RINASCITA per la Gloria di Dio e per un’umanità migliore.

Un caro saluto e una preghiera per tutti voi, in particolare per gli ammalati, gli anziani e per tutti gli operatori sanitari.   


Nostra Signora di Lourdes: prega per noi.

Don Antonio